Che anno è stato il 2023 per la moda? Un anno strano, dominato da micro-trend nati e morti nel giro di poche settimane e tanti momenti di scalpore, che non hanno fatto che rafforzare l’idea di audience stanca e appesantita da tutta questa mania di generare hype. In questo mare magnum di tendenze frammentarie, debutti e dipartite, momenti eclatanti nati dalla cultura popolare e trasferiti nell’ambito fashion, cerchiamo di identificare i look, le sfilate, le collaborazioni e le macro tendenze che hanno guidato il panorama moda del 2023 generando una risonanza maggiore di quanto si potesse preventivare e (in alcuni casi) toccando delle corde destinate a vibrare ancora per un po’ nel corso dell'anno a venire.

1) La finta tassidermia di Schiaparelli

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Jacopo Raule//Getty Images

L'anno si è aperto con un mix di shock, irriverenza e disgusto grazie alla sfilata di Schiaparelli Couture Primavera 2023, tutta incentrata su lavorazioni elaboratissime che replicavano (fin troppo) fedelmente teste di animali esotici come leoni e pantere, appuntate sugli abiti come trofei di caccia. Inutile dire che si è gridato subito allo scandalo. Gli animali non erano veri ma rischiavano comunque di far passare il messaggio sbagliato. A ben vedere, però, oltre all'impatto mediatico monopolizzante e catalizzatore, questa sfilata è stata importante anche perché rappresentava in nuce l'obiettivo che la moda ha inseguito per tutto il 2023: quello di provocare, scioccare, stupire senza necessariamente meravigliare – l'importante è che se ne parli; incarna la caccia al momento virale (anche nell'Alta Moda, finora meno schiava dell'hype) a scapito della creatività – con abiti che, per essere Haute Couture, ne sono usciti decisamente sacrificati. Ciliegina sulla torta: Kylie Jenner, che indossava l'abito di passerella in anteprima mentre attendeva alla sfilata, un personaggio chiave del 2023 (anche) per la relazione con Thimotée Chalamet.

2) Yayoi Kusama x Louis Vuitton

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Edward Berthelot//Getty Images

Senza dubbio l'attivazione più spettacolare e surreale del 2023: l'artista giapponese Yayoi Kusama ha "girato il mondo" tappezzando negozi e pop-up della maison francese di pois, giochi di specchi, sfere e zucche psichedeliche di tutti i colori, con tanto di statue giganti di sé stessa che svettavano dal tetto, troneggiavano fuori dall'ingresso o spuntavanon dal pavimento tra un piano e l'altro dell'edificio. Un sogno allucinato che si è esteso da Parigi a Tokyo, da New York a Shanghai, un tentativo riuscito di affascinare e coinvolgere, in perfetta sinergia tra arte e moda.

3) Il processo di Gwyneth Paltrow

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Rick Bowmer//Getty Images

Forse suonerà strano o addirittura fuori luogo in una lista dedicata ai momenti più fashion dell'anno, eppure a segnare la rotta per tutto il 2023 sono state proprio le sfilate in look dimessi ma intrinsecamente eleganti di Gwyneth Paltrow in tribunale – dove era fininta per un incidente sciistico, per cui, innocente, ha chiesto il simbolico rimborso di $1. Iconica, senza fronzoli e sprezzante nell'attitude come negli outfit, che hanno subito generato un filone di ricerche annesse e consigli per ricreare i modesti e lussuosi outfit nei toni del grigio, del blue e del nero, tra tagli fluidi, giacche e maglioncini di lana fine. A marzo 2023, da un'aula di tribunale una nuova estetica rimbalzava su TikTok e da TikTok si diffondeva nel mondo: quiet luxury, l'eleganza sussurrata, il linguaggio in codice dei veri ricchi – un concetto che fa eco a quello di Old Money, già amatissimo dalla fine della pandemia –, un'estetica minimal, austera, a volte perfino apparentemente sciatta, ma che nasconde quella naturale sprezzatura che grida subito "élite". Da Miu Miu al nuovo Gucci, declinato in diverse varianti, questo concetto portante si ritrova in moltissime sfilate e tendenze 2023 ed è anche al centro di strategie di marketing destinate a svilupparsi anche nel 2024, che fanno leva su heritage e archivi per capitalizzare sull'idea di "look senza tempo".

4) Barbie e la rivalsa girly

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Jon Kopaloff//Getty Images

Completamente agli antipodi, dal grigio passiamo al rosa shocking: quiet luxury e femminilità sfacciata, i due volti del 2023. Se questo è stato "The Year of the Girl", come l'ha ribattezzato The Cut, lo dobbiamo innanzitutto a Greta Gerwig, Margot Robbie e la loro versione rivista e corretta e di Barbie che ha fatto della vecchia bambola un feticcio di femminismo social, che passa anche e soprattutto dalla rivendicazione della propria femminilità. E cosa grida "ragazza" più del rosa? Dal Barbiecore, elevato dalle accurate riproduzioni dei look della storica bambola indossati da Margot Robbie al press tour, a tutti i suoi derivati spopolati su TikTok – estetica coquette, balletcore, mary jane, calze collegiali, fiocchi su fiocchi, chi più ne ha più ne metta – quest'anno più che mai sono tornati in auge capi, accessori, ornamenti e colori sfiziosi. Incentivata da Barbie, la rivendicazione di una sopita femminilità un po' naif è passata attraverso la riscoperta delle icone adolescenziali del passato e così nell 2023, a stagioni alterne, oltre a Barbie siamo state tutte un po' anche Rory Gilmore o Blair Waldorf.

5) Pharrell Williams da Louis Vuitton

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Billy H.C. Kwok//Getty Images

Orfano dalla morte di Virgil Abloh, fino a quest'anno Louis Vuitton Homme passava di mano in mano tra guest director d'eccezione lasciando il mondo della moda a chiedersi se non fosse questa la formula del futuro per la gestione di un grande marchio: lasciare che parlasse per sé, scorporato da un nome. Non era quello che LV aveva nei piani: non solo il nome, dietro le quinte, si apprestava a essere svelato ma si è rivelato anche un nome eccezionale. Alla guida della Pre-Fall 2024 c'era (per restare) nientemeno che Pharrell Williams. Una nomina che, in ogni caso, segna una svolta nell'industria, lanciando il segnale che il ruolo di direttore creativo è ormai uscito dai cardini del mero design e descrive un artista poliedrico, in grado di dare una visione d'insieme che, possibilmente, sfumi i confini tra moda e intrattenimento.

6) Gucci by Sabato De Sarno

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Daniele Venturelli//Getty Images

Altro momento attesissimo che fa eco al precedente: il debutto da Gucci di Sabato De Sarno, prelevato dal design team di Valentino e selezionato da Kering per ripulire l'immagine massimalista costruita da Alessandro Michele riportado i codici estetici della maison al minimo indispensabile, per capitalizzare sul suddetto fenomeno del quiet luxury, sull'idea di "senza tempo", archivi storici e tradizione. A settembre, la sfilata Primavera Estate 2024 è arrivata sulle note di Ancora di Mina, la scelta del titolo già una dichiarazione di intenti a voler ribadire un legame con il passato, una riconnessione con l'essenza più intima di Gucci, come se negli anni si fosse andata a perdere dietro preziose decorazioni e fronzoli. Che De Sarno sia riuscito nell'intento di far tabula rasa è certo, se sia poi all'altezza di guidare la rivoluzione che Kering ha in mente lo capiremo col tempo. Sicuramente, astenendoci dal giudizio, di questa svolta stilistica ci ricorderemo.

7) Il ritorno di Phoebe Philo

il ritorno e la nuova collezione di phoebe philopinterest

Courtesy Phoebe Philo

Un'altra grande aspettativa che la fine del 2023 ha saputo premiare. Schiere di adepti – o meglio, philophiles – agognavano il ritorno sulle scene di Phoebe Philo dal suo addio a Céline nel 2018 e, dopo anni di voci di corridoio, finalmente il suo brand eponimo ha visto la luce a ottobre 2023. L'impronta è quella inconfondibile della stilista, quel minimal chic che è sempre stato il suo marchio di fabbrica, precursore del quiet luxury e intriso di un fascino spontaneo, di un'eleganza senza sforzo. A far parlare però sono stati soprattutto i prezzi – un discorso che si inserisce nel dibattito più ampio intorno al costo sempre crescente del mercato del lusso. In ogni caso, è l'inizio di una grande avventura per tutti gli amanti del marchio e dell'estetica raffinata di Philo, tra i punti cruciali di questo 2023.

8) Show-crashing: attiviste in passerella

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GABRIEL BOUYS//Getty Images

Mai come quest'anno si sono viste infrazioni di campo nel contesto semi-sacro della settimana della moda. Guest list studiatissime e porte blindate, eppure nel 2023 imbucarsi alle sfilate deve essere stato inaspettatamente semplice visto quanti attivisti sono riusciti a raggiungere non solo la prima fila, ma direttamente la passerella. Show crashers per una buona causa, solo durante la stagione PE24, le attiviste dell'associazione animalista internazionale PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) hanno fatto irruzione da Michael Kors, Coach, Gucci, con striscioni in segno di protesta contro le torture inflitte agli animali per la realizzazione di capi e accessori di lusso.

9) Il Met Gala 2023

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Taylor Hill//Getty Images

Come ogni anno, il Met Gala resta ancora tra i momenti memorabili in fatto di moda. Quest'anno il tema era un omaggio al compianto Karl Largerfeld e gli ospiti si sono sbizzarriti, tra riproduzioni fedeli di creazioni del designer per Chanel, libere interpretazioni e travestimenti felini in onore del gatto bianco Choupette – shoutuot a Doja Cat e Jared Leto. I look più memorabili? Dua Lipa principesca in un abito da sposa Chanel Couture 1992 che fu indossato per la prima volta da Claudia Schiffer, e Anne Hathaway in una rivisitazione eterea e decadente del leggendario pin dress di Versace, in tweed bianco per l'occasione.

10) Miu Miu e il trend "no pants"

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Estrop//Getty Images

Miu Miu è il brand dell'anno per un motivo: meglio di qualsiasi altro è riuscito a cogliere l'essenza del tempo, a stupire senza bisogno di ricorrere a effetti speciali e a captare qualcosa che era già nell'aria ma non ancora consolidato del tutto; a collocarsi, insomma, in bilico tra presente e futuro. E lo fa, in realtà, da diverse stagioni – pensiamo alle gonne micro-mini, la vita ultrabassa, le ispirazioni neo-preppy mischiate a una femminilità più audace. Dopo aver spianato la strada per tutti i trend del 2021 e 2022, quest'anno Miu Miu ha rimischiato le carte in tavola e catturato quel mood trascurato chic, minimalista, svogliato, avvolto in felponi di qualità premium, con borsa da sciura al braccio e l'intimo a vista coperto solo dai collant, come un dettaglio sfuggito, soffocato da concetti più alti, pensieri, forse intellettuali, forse politici, di certo troppo elevati per badare più di tanto al look. Quello dei "no pants" è un trend che aveva già introdotto Balenciaga – indossato off-duty da Kendall Jenner – ma Miu Miu lo ha consacrato facendone emblema del cosiddetto recession core, o meglio il nuovo normcore che ha dominato il 2023.

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